Punta Licosa

Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1998.
Storia della Sirena Leukosia.

 

Le origini: 

Il nome deriva dal greco Leukosia (Λευκωσ?α, pron. lefkosía in greco moderno) che significa "bianca", e la leggenda vuole che Leukosia sia una delle tre sirene che Ulisse incontrò nel suo viaggio, nell'Odissea omerica. Il toponimo è quindi strettamente correlato con quello della capitale cipriota Nicosia (Lefkosía in greco, Lefkosa in turco) e, con quello del comune siciliano di Nicosia.

La Storia antica:

Licosa era una territorio abitata fin dal paleolitico superiore. Questo lo si è appreso grazie ai reperti in pietra rinvenuti in località Sant'Antonio. Nei secoli, nella zona si sono insediate diverse popolazioni come Enotri, Greci, Lucani e Romani. Testimonianze di una civiltà greca si hanno sul promontorio di Licosa e dintorni, che era la sede della città di Leucosia o Leukothèa. Da questa potrebbe derivare il nome della popolazione italica che nel IV secolo a.C. abitava la costa tra Poseidonia e Elea: i Leucanoi poi Lucani, fondatori della Lucania. Successivamente la regione fu frequentata dai patrizi romani, i quali possedevano numerose ville nella fascia costiera di Licosa e sull'isola, come testimoniano i vari ruderi antichi in loco.

punta LicosaNella località, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente inizia il lungo periodo delle dominazioni barbariche. Difatti nell'846 Licosa era considerata una roccaforte di pirati Saraceni, che furono sconfitti proprio nella decisiva battaglia di Licosa da una coalizione di poteri locali che comprendeva tutti i soggetti danneggiati dalle incursioni musulmane: il Ducato di Napoli, il Ducato di Amalfi, il Ducato di Gaeta e il Ducato di Sorrento. Nel 1028 i Saraceni furono scacciati dalla zona definitivamente dal principe Guaimario III di Salerno.

Il feudo di Licosa è stato da sempre alle dipendenze del Castello dell'abate, costruito nel 1123 da Costabile Gentilcore e amministrato nei secoli dagli abati benedettini della Badia di Cava o dal feudatario di turno.